Pubblicato da: mattiacivico | 25 settembre 2008

Attorno al tavolo

Serata passata attorno al tavolo di una accogliente taverna di un amico, con una ventina di giovani.

Quello che mi pare ci si chieda reciprocamente è la possibilità di fare un patto per non lasciarsi soli. Politica e partecipazione devono tornare ad essere luoghi sovrapposti e per questo la politica deve assumersi la responsabilità di organizzare gli spazi permanenti di confronto, dando prova di affidabilità e costanza.

Senza la partecipazione attiva degli elettori la politica si svuota, e senza politica tutto diventa amministrazione e distribuzione di risorse.

Non mi pare proprio non ci sia più voglia di politica (e una serata come quella di questa sera me lo conferma): alla ricerca però anche di affidabilità, di rigore, di credibilità… e di rinnovamento!


Responses

  1. Ciao Mattia, c’ero anche io ieri sera da Mario. E’ stata proprio una bella serata e voglio ringraziarti per gli stimoli che sei riuscito a trasmettermi. Nonostante mi sia sempre interessato alla politica è la prima volta che la sento un pò”mia”.
    Un grande in bocca al lupo
    Buona Strada 🙂

  2. Ciao Mattia, anch’io ho partecipato alla riunione di quella sera.

    Ti scrivo oggi perchè ho appreso su Internet (grazie al blog di Travaglio e al sito del Manifesto, perchè sui siti web dei grandi giornali non c’era traccia) la notizia del “salvataggio” del senatore PDL Nicola Di Girolamo da parte del Senato.
    In breve, Di Girolamo è accusato di aver falsamente dichiarato di risiedere in Belgio per candidarsi e farsi eleggere nel collegio degli italiani all’estero, mentre in realtà non s’è mai mosso dall’Italia; gli sono contestati i reati di falso ideologico, false dichiarazioni, abuso d’ufficio.
    Ebbene, qualche giorno fa il Senato ha respinto la richiesta dei giudici di Roma di autorizzare gli arresti domicilari per il senatore Pdl; e la cosa che mi ha allibito, e per la quale ti scrivo, è che, assieme a PDL, Lega e UDC, alla richiesta dei magistrati ha votato no anche la maggioranza del PD. 203 voti contrari, 53 sì (i senatori dell’Idv e qualche senatore PD).

    Questo fatto ha fatto precipitare la mia fiducia nei confronti del partito (che già vacillava molto). Perchè ritengo che sia inutile parlare di legalità e invitare Berlusconi a farsi processare quando si discute del lodo Alfano, e invece, quando evidentemente l’attenzione dei media non è puntata sui lavori parlamentari, approfittare dell’occasione per salvare la solita Casta (della cui esistenza tutto ciò è l’ennesima dimostrazione).

    In conseguenza di quello che è successo, il mio pensiero è andato alla prossima occasione nella quale potrò esercitare il mio diritto di voto: le elezioni provinciali. E ho pensato, a questo punto: con quale entusiasmo e fiducia potrò dare il mio voto ad un partito così? Ad un partito che, oltre ad essersi dimostrato incapace di fare opposizione di fronte ad un governo ed una maggioranza tutt’altro che liberale e democratica, dà dimostrazione di non avere la legalità e il merito come valori fondamentali?
    So che le elezioni provinciali vanno distinte dagli sviluppi della politica nazionale, che le persone e i programmi sono diversi, che insomma non va fatta di tutta l’erba un fascio. Però resta il fatto che il PD trentino è pur sempre PD e fa riferimento all’organo nazionale. Ed io ora come ora dubito veramente di poter dare il mio voto a qualcosa che si chiami PD, che ha dato l’ennesima dimostrazione di non essere per niente un partito nuovo ma uno strascico della solita vecchia politica (pur sapendo che c’è anche gente onesta e capace, come tu mi sei sembrato l’altra sera, a cui dare la mia preferenza).

    Cosa ne dici? Esagero nel farmi condizionare da questo fatto? Sbaglio a confondere la politica nazionale da quella provinciale? O anche tu ritieni che su cose di questo genere sia comprensibile che un elettore possa cambiare la sua idea?

    Grazie, attendo una tua risposta (e scusami per la lunghezza della domanda :D)

  3. A forza di compromessi ci si compromette..

    ricordo che treanni fa, alla fine della penultima legislatura, l’onorevole Giovanni Kessler in commissione parlamentare, votò per concedere alla magistratura l’autorizzazione a procedere nei confronti di un deputato dei Ds. Violante si irritò molto e Kessler non fu ricandidato per la legislatura successiva.
    La coerenza ha dei costi, ma la politica non è un mestiere.

    Credo nella necessità di un rinnovamento della politica anche per questa ragione: nelle istituzioni non debbono sedere a lungo le stesse persone perché vi è il rischio di perdere progressivamente la propria libertà di espressione….. penso ci vorrà una generazione… ma oggi dobbiamo impostare nuove regole per favorire il ricambio.

    La sfiducia verso il PD nazionale personalemente non mi ha fatto perdere la fiducia in alcune persone che del PD nazionale fanno parte: penso a Parisi, Bindi… certo non sono i più organici, ma mancasse la loro voce sarei profondamente disorientato… Anche sul livello nazionale non devono mancare nel PD le voci più critiche e libere.

    Per questo ti chiedo non di turarti il naso, ma di… tenere duro e di aiutarmi a portare nel PD i presupposti per una politica altra.

    Grazie per quanto vorrai e potrai fare. Mattia


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