Pubblicato da: mattiacivico | 6 ottobre 2008

Una Divina destra razzista

(da Il Trentino 6 ottobre 2008)

     

In una parte dell’opinione pubblica la mentalità fascista sembra purtroppo tornata di moda, come sostenuta da nuova energia. Per fortuna c’è il presidente della Repubblica e ci sono le voci della stampa democratica a vigilare sui rigurgiti razzisti: Lerner sulla Repubblica, Giovanetti sull’Adige, Cattani e Iannuzzi sul Trentino negli ultimi giorni hanno giustamente messo in guardia i lettori sul rischio di uno sdoganamento politico della xenofobia.

Chi, a livello provinciale, sembra invece non preoccuparsi di queste derive è purtroppo il senatore Divina, il cui cruccio principale pare quello di minimizzare l’importanza degli eventi, accusando invece il centrosinistra e la stampa di speculare su innocenti “ragazzate”.

Le espressioni intolleranti e razziste non sono eventi da minimizzare, ma segnali che devono turbare e mettere in allerta ogni cittadino che abbia a cuore libertà e democrazia. Ci sono limiti che è bene non superare, dei tabù che è prudente non infrangere, delle violenze che è responsabile non avallare.

Divina non prende le dovute distanze, perché tra lui e gli altri questa distanza non c’é.

È bene ricordare che la a cultura (?) leghista non da ieri ha corso spesso il rischio di dare la parola alle armi più che credere all’arma democratica della parola. E così mi pare evidente la vicinanza politica e culturale fra l’estrema destra e la Lega.

Ricordo bene un Divina di tre anni fa, allarmato perché i vigili urbani girano senza pistola. «Se non interverranno le istituzioni la situazione arriverà al collasso, Gardolo sarà davvero un Far West e i cittadini saranno legittimati e costretti all’autodifesa». (Trentino, 4 dicembre 2005)
E il suo recente disegno di legge per la modifica dell’ordinamento urbanistico provinciale, teso a modificare i limiti di densità urbanistica? «Per evitare che si ritrovino sulla stessa piazza credenti di religioni diverse»?
Non posso certo dimenticare la sua illuminata proposta di classi separate per gli alunni stranieri.

Non c’è niente da fare, e non c’è alcuna meraviglia: la filosofia leghista (federalismo a parte) è fondata sulle stesse parole d’ordine della destra fascista e post-fascista, di cui non a caso è alleata sia a livello nazionale sia a livello provinciale. Simpatie autoritarie, ostilità verso i diversi, ossessione della razza, retorica bellicosa: gli ingredienti sono identici.

Vogliamo ricordare le promesse del padano lumbard Bossi, boss del padano dolomitico (?) Divina? «Se necessario imbracceremo i fucili contro i romani e la canaglia centralista, che non permette di votare in semplicità e chiarezza. Abbiamo 300mila uomini, 300mila martiri pronti a battersi. E non scherziamo, non siamo quattro gatti. Verrebbero giù anche dalle montagne». Come non rilevare che è lo stesso linguaggio del padano romagnolo Mussolini, che inneggiava agli otto milioni di baionette?
L’odio, le armi, la piazza, il fazzoletto verde e il moschetto: da sempre il bagaglio del leghista perfetto. Non a caso l’attuale senatore nordista, quando nel 1993 – da funzionario provinciale – fu indagato per concussione, per una presunta tangente (fu poi assolto), schierò subito i suoi compagni di partito a sfoggiare i muscoli davanti al tribunale di Trento, per avvertire i giudici che la Lega non avrebbe accettato un uso politico della giustizia. I bossisti padani non amano i “negri”, i pacifisti, i sinistrorsi, ma neppure i magistrati “italiani”. A meno che non indaghino sugli avversari politici, s’intende.

E butterebbero il tricolore nel “cesso” (Bossi dixit) a meno che non si tratti di una fiamma bianco-rosso-verde che porta un po’ di sano fuoco fascista al falò xenofobo della fiera, anzi Divina razza padana.

 

 

 
 

 

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Responses

  1. Ok, osservazioni sagge e condivisibili. Però a tanti elettori in dubbio, appartenenti all’area cosiddetta cattolica, legata a parrocchie e movimenti, piacerebbe di più che la novità del PD prescindesse dall’attacco all’avversario (per quanto si tratti di avversario negativo) e che invece fosse più dedicata ai contenuti.
    So che è una cosa che dà fastidio, ma vi assicuro che a tanti “indecisi” interesserebbe conoscere come la vedete per quanto riguarda alcune cose delicate. Ne cito alcune.
    Ad esempio: nel PD ci sono alcune persone indubbiamente in gamba, ma come lo vedete il rapporto con il Magistero della Chiesa e con quelli che il Santo Padre ha definito più volte “valori non negoziabili”?
    Come vi rapportate con la “vicenda magnadora”? La scelta iniqua dell’attuale meccanismo ICEF (Assessorato Dalmaso) penalizza oggettivamente chi risparmia con sacrifici. Avete in mente meccanismi alternativi, e possibilmente meno iniqui?
    L’urbanizzazione selvaggia di Trento città?
    LA totale calata di brache sulle infrastrutture del turismo (Giumela, Pinzolocampiglio, …) continuerà?
    Dopo le ultime vicende la coalizione di Divina si sta rivelando il flop che è, e quindi il Principe si sta avviando ad una sonora vittoria; a me e ad altri da anni impegnati nelle realtà “ecclesiali” piacerebbe che nel nuovo consiglio nella nuova giunta ci fossero meno “amministratori” e più “persone sane”.
    So di non fare domande comode, ma la politica non è mai comoda. E nemmeno un pranzo di gala.

  2. Caro Giovanni,
    innanzitutto grazie per l’approccio….
    Provengo anche io come te dal mondo del volontariato in ambito ecclesiale e sono consapevole della necessità di portare un contributo in positivo.
    La mia lettera di domenica è stata una irrinunciabile risposta a quello che avverto essere un grande pericolo: qui per me non si tratta di demonizzare l’avversario, ma in tutta coscienza di non poter tacere di fornte ad una pericolosa deriva. Sono stato con i Beati i Costruttori di Pace molte volte in Bosnia e più precisamente a Sarajevo: ho visto con i miei occhi quello che può acadere quando cadono i tabù e vengono superati alcuni limiti propriamente lessicali… a minimizzare continuamente le aggressioni agli stranieri, a definire ragazzate le posizioni filo naziste non si fa che autorizzare la violenza…. sento di non poter tacere, e non volevo tacere: un pezzo che quindi avrei scritto anche se non fossi stato candidato.
    veniamo alle questioni che mi proponi: ti risponderò per punti e se avrai voglia possiamo approfondire:
    1) sono contrario alla sistematica cementificazione del Trentino, a consegnare nelle mani degli speculatori immobiliaristi la programmazione del nostro territorio: credo che dobbiamo porci seriamenrte oil problema del “consumo del territorio”, bene da preservare a beneficiuo delle generazioni future. L’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo e la terra che coltiviamo, non sono beni di consumo. Sono quindi per esempio contrario allo spostamento dei poli scolastici in periferia.
    2)sulla vivcenda magnadora ho pubblicamente detto che secondo me va creata maggiore distinzione gfra politica ed economia, fissando regole chira e e trasparenti (abbiamo l’occasione di farlo perché vanno scritti i regolamenti della legge provinciale sugli appalti approvata in luglio), ma va anche limitata la permanenza delle stesse persone negli stessi posti. Credo sarbbe sano (a partire dal PD) fissare il limite di due mandati ai consiglieri provinciali e credo che vada applicata anche nel nostro autonomo trentino la norma Bersani che fissa in 6 il limite di consiglieri di amministrazioni nelgi enti a partecipazione pubblica (in A22 sono 25 i consiglieri!!!!)
    3) va bilanvciata l’azione di governo con una forte presenza di politica e quindi credo si a urgente dare vita ad un vero partito democratico che abbia la forza di affiancare (con determinazione!!!) Dellai nel suo operato: in questi anni credo che sia stato lasciato solo e un uomo solo al comando non sempre può fare bene…… IL PD in questo senso credo sia una ottima occasione.
    4) persone sane….. io so perché sono qui a fare questa campagna elettorale…. perché oggi come ieri mi muove il motto milaniano “MI Importa”: su questa spinta sono partitop anni fa per interventi di volontariato internazionale, ho partecipato allo scoutismo, ad associazioni di volontariato. Questo anima il mio lavoro di promozione del benessere di chi oggi fa più fatica. Sono disponibile a farlo ancghe in politica, per un tempo definito (non più di 2 mandati) e con tutta la mia passione e competenza. Questa avventiura come tante non si può fare da soli… se vuoi e se merito la tua fiducia, puoi contribuire concretamente: con il tuo voto con il tuo passaparola.

    Ancora Grazie

    Mattia


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