Pubblicato da: mattiacivico | 22 ottobre 2008

classi separate

Per chi se lo fosse perso (gravissimo!!), riporto due stralci del fondo di Luisa Patruno dall’Adige di ieri.

“(…) Io non mi intendo di tecniche di apprendimento delle lingue straniere, ma ho sempre sentito parlare di full immersion, unita alla raccomandazione di frequentare il meno possibile chi parla la nostra lingua perché altrimenti non si impara quella nuova. Per questo le classi separare mi convincono poco. E poi penso a quei ragazzini figli di extracomunitari che parlano l’italiano con la cadenza veneta o lombarda, o trentina, tanto che se li senti, senza vederli, diresti che sono italiani e spesso lo sono, perché immigrati di seconda generazione. 

(…) Quando frequentavo io le elementari, trent’anni fa, ricordo che in classe con me c’erano dei bambini che parlavano solo il dialetto trentino, insomma non conoscevano l’italiano. E si può immaginare quale era il loro rendimento scolastico e quali dettati riconsegnavano alla maestra. Facevano più fatica degli altri, ma poi l’italiano l’hanno imparato bene. Non so se in Trentino ci siano ancora situazioni di questo tipo, magari in qualche regione depressa d’Italia però bambini italiani che non capiscono cosa dice il maestro ci sono ancora. Questi ragazzini andrebbero iscritti nelle «classi di inserimento», assieme agli extracomunitari, per non rallentare l’apprendimento degli altri?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: