Pubblicato da: mattiacivico | 31 ottobre 2008

Ti regalerò una rosa 2

Stamattina sono andato alla conferenza stampa della lista Pensionati che sostiene Divina candidato presidente alle elezioni provinciali in Trentino il 9 novembre, presenti – all’Hotel Everest – lo stesso Divina e il capolista Taverna. Ci sono andato per chiedere innanzitutto al candidato presidente se non prova anche lui allarme ed indignazione di fronte alle parole violente ed inaccettabili (Adige di ieri) di Emilio Giuliana, Fiamma Tricolore, suo fedele alleato; ho voluto anche chiedere a Taverna e ai suoi candidati se il partito dei pensionati si trova a proprio agio con gente che semina parole di intolleranza e odio. Divina si è dileguato, Taverna ha preso le distanze con imbarazzo.

Io lavoro, con entusiasmo, da operatore sociale, insieme agli anziani. Mi piace ascoltarli e da parte loro non ho mai sentito nostalgia per il ventennio delle dittature, delle guerre, dei bombardamenti, dei campi di sterminio. I nostri anziani sono preziosi custodi della memoria di ciò che è stato e chiedo innanzitutto a questa generazione di ricordare a tutti noi che la democrazia è nata dal rifiuto del totalitarismo e dell’intolleranza.

L’alleato di Divina e Taverna definisce l’Islam una religione barbara, l’omosessualità una malattia, il matrimonio civile un’istituzione comunista, Hitler uno statista e Mussolini un grande statista, gli ideali nazisti diffusi da Valentini sul suo sito li trova “condivisibili”, eccetera.

Questa destra, questa destra irresponsabile, non tiene conto del peso delle parole, avvelena il clima con una propaganda che tende a dividere e a fomentare la violenza, a legittimarla.

Ho atteso pazientemente la fine della conferenza stampa e quando Divina stava ormai andandosene gli ho consegnato una copia del libro “Willi Graf. Con la Rosa Bianca contro Hitler” di Paola Rosà (ed. Il Margine). Altre 34 copie le ho lasciate per i candidati della lista pensionati perché sappiano assumersi la responsabilità della memoria anche rispetto ai più giovani.

Su ogni libro la mia dedica: “Anche a te piacciono i dittatori? Io sto con chi resiste!”

Con la mia firma e la mia impronta digitale, perché anche oggi ci sono minoranze da difendere.

In memoria degli studenti che dissero parole di libertà e furono ghigliottinati dalla “giustizia” nazifascista. Affinché la memoria non si perda. Affinché il futuro non sia feroce come il passato. Affinché non si disprezzino e non si disperdano i valori della democrazia.

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Responses

  1. Qualche anno fa avrei definito il tuo gesto eroico e ti avrei eletto a mio mito.
    Adesso che conosco un po’ di più come vanno le cose, lo ritengo semplicemente un gesto poco utile. Semplicemente perché sono convinto che il bailamme intorno a Fiamma tricolore, al Valentini, al Giuliana non farà altro che ringalluzzirli, incattivirli e fare aumentare il consenso nei loro confronti.
    Se si faceva finta di niente, prendevano i loro 40 voti familiari compresi e non se ne sentiva più parlare. Ci rendiamo conto che i nostalgici esisteranno sempre, ci piaccia o no? E che non cercano il dialogo?
    Invece facendo il bailamme, il centro sinistra presta il fianco alle critiche nei confronti delle varie scelte indifendibili fatte sia a livello locale che nazionale. Qualche esempio: Sergio D’Elia segretario alla Presidenza alla Camera nel Governo Prodi; radicali candidati nelle liste del PD alle ultime politiche; Leali a sostegno di Dellai (forse non ci si rende conto che una figura come Bonmassar allontana i voti di molti cattolici, lo dico perché l’ho sentito dire da molti).
    C’è urgente bisogno che in Italia si faccia memoria serena e condivisa.
    Prima o poi bisognerà chiedersi perché è uno scandalo che uno si definisca fascista, mentre se Bertinotti dice che è sempre stato comunista si sorride; o perché se Alemanno dice che le ha prese e le ha date è un “nero di m***a” mentre se D’Alema racconta che ha lanciato le molotov contro la polizia è solo uno che faceva ragazzate.
    Chiediamocelo.
    Con stima
    Giovanni

  2. E se mi prendono un colpo i vecioti?

  3. Non condivido affatto la frase finale di Taverna: “ognuno si tiene le sue idee, e pace al Signore”. Se ci sono idee che non devono essere condivise, in particolare se dichiarate da un partito che si candida a partecipare alla vita democratica (mentre queste idee democratiche non sono), non devono essere condivise e basta, e bisogna affermarlo con forza, non fare i soliti giri di parole per evitare di sbilanciarsi.
    Poi, per quanto riguarda ciò che ha scritto Giovanni, ritengo l’esperienza italiana del comunismo (italiana, non stalinista!) cosa ben meno grave rispetto all’esperienza che l’Italia ha avuto del ventennio fascista.

  4. Ciao Mattia. Ormai siamo talmente saturi di fascismo ( non tanto strisciante ) che parlarne sembra un’abitudine. Io sono nato quasi trent’anni dopo la fine della guerra, ma ricordo quello che mi raccontava mio padre, che il fascismo l’ha subìto, avendo i miei nonni e prozii rifiutato addirittura la tessera per le derrate alimentari ( vivendo in campagna si riusciavano ad arrangiare ). Queste nuove leve della destra estrema, cresciute e nutrite dalla Repubblica Antifascista Italiana, si arrogano il diritto di esaltare i valori che hanno portato alla distruzione della dignità umana e dell’orgoglio di essere Italiano. Sono persone che non meritano nemmeno una goccia di inchiostro, ma che con il loro populismo seducente, riescono a far parlare molto di sé. Usano termini preziosi come DIO PATRIA e FAMIGLIA, sporcandoli del sangue di chi è morto per liberare l’Italia dal fascismo, della xenofobia più grezza. Parlano di famiglia e non conoscono l’accoglienza. Siamo in un Paese democratico ( nonostante loro ) e la libertà di espressione sembra essere ancora un valore…fintanto la loro ideologia non la oscurerà. In Italia ce l’hanno fatta… dai che… in Trentino siamo migliori 🙂 In bocca al lupo.

  5. Andrea mi ha chiamato in causa. In riferimento a quanto afferma, sarebbe interessante sentire cosa ne pensano preti e partigiani non rossi ma assolutamente non collusi con Salò, che all’indomani della Liberazione fecero una brutta fine. Oppure, da qualche anziano (categoria che come giustamente dice MC ha molto da raccontare e insegnare): nella mia esperienza ormai quasi ventennale di volontariato con gli anziani in casa di riposo ho sentito tanti racconti interessanti dagli esuli istriani e dalmati.


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