Pubblicato da: mattiacivico | 27 gennaio 2009

Al campo di via Resia a Bolzano

sinti-bz

Stamattina, in occasione della giornata della memoria, sono stato presso il campo di transito di via Resia a Bolzano. L’invito mi era arrivato settimana scorsa da Radames Gabrielli, della Associazione “Nevo Drom”. E’ una associazione moolto attiva che ha tra i suoi scopi quello di favorire la conoscenza della cultura del popolo Sinti/Rom e favorire una maggiore integrazione fra le culture europee.

(dal sito www.nevodrom.it) Il 27 gennaio anche quest’anno in tutto il mondo si ricorderanno i cancelli abbattuti del Lager di Auschwitz e la fine di quel tragico capitolo della storia dell’umanità. 

Anche Bolzano  ha la sua pagina di storia da  raccontare con le migliaia di persone rinchiuse nel campo di transito di via Resia, di cui oggi rimane visibile il muro di cinta. La maggior parte di quelli che sono passati dal campo di via Resia, verso i campi di sterminio oltreconfine, non sono mai più tornati. 

Fra loro anche tanti rom e sinti, sebbene questa parte della storia del genocidio nazista sia ancora poco conosciuta. Nei documenti riguardo il campo di via Resia, rimane traccia ad esempio di Edvige Mayer -sorella del poeta sinto Vittorio Mayer Pasquale “Spatzo”- arrestata con la sua Famiglia a Castel Tesino e morta appena ventenne nel lager di Bolzano.

Per commemorare anche i caduti sinti e rom, il 27 gennaio alle ore 11, durante le cerimonie di commemorazione del Comune , l’associazione Nevo Drom con una rappresentanza della comunità sinta di Bolzano, deporrà una corona commemorativa presso il muro del Lager.


Responses

  1. Ho sentito parlare dell’associazione di Bolzano. A Trento non c’è nulla di simile. gli ebrei , spariti nei campi nazi, c’erano anche qui, ma da quanto mi raccontava mio padre, rimasero talmente pochi e il clima dell’epoca post-bellica era talmente integrale-cattolico che non se ne fece nulla, mai. Il ricordo, o memoria, riguardo al razzismo, mi sembra un eufemismo. Per quanto riguarda gli ebrei la loro persecuzione dura da millenni, le stragi naziste furono ad alta tecnologia, ma l’odio e le mattanze verso questo popolo non ebbero mai tregua,non furono mai SOLO EPISODI TERRIBILI. dall’inizio del cristianesimo non cessarono mai. perciò l’ebreo rimane il simbolo di tutte le discriminazioni, di tutte le orride follie che, anche nel nostro paese, in nome di una insicurissima sicurezza, si tende a perpetrare. Uomini e donne colpevoli di essere affamati e poveri rischiano , in ogni momento , le più brutali reazioni da parte di governanti indegni e di troppa indifferenza e non conoscenza della popolazione italiana. Come si potrebbero unire i tanti gruppi, sparsi sul territorio, che combattono l’emarginazione?


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