Pubblicato da: mattiacivico | 10 settembre 2009

Visita alle Microaree in altoadige

sinti bzIeri visita della IV Commissione alle microaree realizzate in Alto Adige per la comunità sinta. A detta dei funzionari e degli amministratori pubblici presenti le microaree sono uno strumento utile che favorisce la responsabilizzazione, l’integrazione e i percorsi di legalità ed inserimento lavorativo.

Riporto alcuni brani dell’articolo redatto dall’addetto stampa del Consiglio Provinciale Antonio Girardi che ha seguito la visita. Verione integrale sul giornale on line del Consiglio Provinciale  http://www.consiglio.provincia.tn.it

La visita della quarta commissione permanente del Consiglio provinciale a tre microaree appositamente dedicate ai sinti in provincia di Bolzano, “ha mostrato concretamente quanto sia possibile e necessario per la politica affrontare con decisione e coraggio il problema della regolarizzazione ed integrazione di questi gruppi e, pur tenendo conto della diversità delle situazioni e delle richieste, fornire delle risposte adeguate anche per non trovarsi in futuro di fronte a problemi di difficile soluzione“.

E’ il commento con cui Mattia Civico, presidente dell’organo consiliare preposto alle politiche sociali e primo firmatario per il Pd del disegno di legge 43, «misure per favorire l’integrazione dei gruppi sinti e rom», ha concluso il sopralluogo di oggi alle strutture messe a disposizione dei sinti nei pressi di Bressanone, Lana e Appiano, insieme ai colleghi Mario Magnani (gruppo misto), Michele Dallapiccola (Patt), Walter Viola e Rodolfo Borga (Pdl), Bruno Firmani (Idv), Mario Casna (Lega Nord), Salvatore Panetta (Upt) e Sara Ferrari (Pd).

BRESSANONE

Accolti da Nadia Schuster, impegnata da 15 anni in prima persona a tenere i contatti con questo e altri gruppi nomadi per conto della Provincia rappresentata anche dal capo ufficio Luca Critelli e da Sabine Landthaler, e accompagnati da Radames Gabrielli, presidente dell’associazione altoatesina Nevo Drom, i consiglieri della quarta commissione si sono recati innanzitutto nella microarea per sinti ricavata nella zona industriale di Bressanone.

A illustrare il senso e l’utilizzo di questo spazio realizzato ad hoc in alternativa alla precarietà del “campo nomadi” sono stati il vicesindaco Luciano Pedron e Neves Gabrielli, capofamiglia e autorevole punto di riferimento dei sinti nei rapporti con il comune.

La superficie, occupata da una casetta in legno, prefabbricati e alcuni servizi, offre ai 25 componenti di questa “famiglia allargata” composta da vari nuclei di sinti l’opportunità di riunirsi frequentemente e di stare insieme durante il giorno, meglio se per festeggiare anniversari e suonare le musiche della loro tradizione, ma non di vivere qui. Da tempo, infatti, soprattutto i giovani sinti hanno optato con le loro famiglie per gli alloggi Ipes (Istituto per l’edilizia sociale della Provincia di Bolzano) in cui non soffrono il freddo e godono di condizioni più confortevoli.

“Nei condomini – avverte Neves Gabrielli – i sinti non si sentono però a casa loro come accade nella microarea, ambiente più libero e all’aria aperta, dove siamo uniti, parliamo la nostra lingua e custodiamo le tradizioni”. “Questa soluzione – ha spiegato l’assessore – per i sinti è una sorta di valvola di sfogo che favorisce la loro integrazione sociale, nel lavoro, a scuola e anche i rapporti con i vicini di casa in città”.

LANA

La seconda tappa del sopralluogo è stata la microarea di Lana, collocata tra la zona industriale e la campagna, stabilmente abitata da un’unica famiglia allargata di 15 sinti, tra i quali 6 bambini (un nucleo ne ha 4 e un altro uno) distribuiti in alcune belle casette in legno dotate di riscaldamento a metano e servizi esterni. Solo il più anziano del gruppo, Angelu, ha per casa una roulotte.

Un regolamento esposto all’ingresso precisa che la sosta di altre famiglie in quest’area è subordinata all’autorizzazione del Sindaco. Anche qui l’inserimento è buono, gli uomini lavorano e i più giovani vanno a scuola. La soddisfazione dei sinti è palpabile.

La distanza dal paese dà loro la possibilità di sentirsi se stessi e di conservare quell’unità e quello “spirito di clan” considerati valori importantissimi, pur sottolineando di essere cittadini italiani da oltre cent’anni.

APPIANO

L’ultimo sopralluogo ha portato la quarta commissione nella microarea situata in un bosco lungo la strada che da Appiano conduce ai laghetti di Monticolo.

A raccontare la storia del “campo” formato da 6 casette di legno (due per i servizi, una adibita a cucina e 4 monolocali) e una grande tenda con funzioni di soggiorno costruita dal comune con i soldi della Provincia per i 7 membri della famiglia sinta Helt, è stato il vicesindaco di Appiano Rudolf Gutgsell.

“All’inizio – ricorda – la famiglia, che è qui da vent’anni, viveva in auto. Nel 1995 il comune ha acquistato due container per permettere a Teresina, la mamma, incinta di due gemelli, di affrontare l’inverno. Ma occorreva qualcosa di meglio e così abbiamo deciso di realizzare queste casette inaugurate, dopo non poche resistenze e difficoltà, nel 2004. Ora però i rapporti con i vicini e il paese sono buoni.

L’occupazione della microarea è stata regolata da un contratto firmato da Mario, il capofamiglia e marito di Teresina morto l’anno scorso. Ora le redini le tiene la vedova, una donna forte, ma la mancanza di un uomo adulto si sente. Cristina, la figlia maggiore – un diploma di segretaria d’azienda e un lavoro in una ditta di pulizie a Bolzano – rivendica con forza per sé e i suoi figli (il più piccolo ha 5 mesi) il diritto ad ottenere un’abitazione in paese. Il vicesindaco condivide e ritiene che la richiesta si potrà soddisfare entro due anni.

L’INCONTRO IN COMUNE

Il viaggio in Alto Adige si è concluso nella sede del comune di Appiano, dove Nadia Schuster ha mostrato ai consiglieri il power point “Storia di un popolo antico” realizzato da Radames Gabrielli che sintetizza il passato, il presente e le aspirazioni di vita future dei sinti in provincia di Bolzano.

Dal documento emerge l’orgoglio di una comunità fondata sul primato della famiglia patriarcale, con una lingua, una tradizione e abitudini totalmente diverse da quelle dei Rom (con i quali i sinti nei campi nomadi faticano molto a convivere).

E affiora anche il desiderio dei giovani di abitare in una casa in città. Per una parte dei sinti, quindi, la residenza nelle microaree potrebbe rivelarsi la tappa di un processo di integrazione abitativa sempre più avanzata.

Altri, specialmente chi è più avanti con l’età, ritiene però che le microaree costituiscano un obiettivo irrinunciabile e siano la soluzione migliore per non perdere il legame vitale con la propria tradizione.

Per questo Radames Gabrielli, che non nasconde il suo disappunto per le assurde discriminazioni subite dai sinti a causa di vecchi pregiudizi specialmente nel mondo del lavoro, al Termine “integrazione” preferisce quello di “interazione” con la società locale.

Ciò nonostante, per il vicesindaco Gutgsell “con l’inserimento nella scuola e nel mondo del lavoro il processo di integrazione dei sinti è iniziato. E il futuro sarà un’abitazione in paese o in città”.

“Si tratta di spunti diversificati – aggiunge Mattia Civico – utili alla nostra riflessione per quando riprenderà l’esame del disegno di legge in commissione”.

Il 18 settembre si discuteranno infatti gli emendamenti, mentre il 24 è previsto il voto. E del dibattito saranno sicuramente protagonisti anche i richiami e i riferimenti a questo sopralluogo. “

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: