Pubblicato da: mattiacivico | 14 dicembre 2009

In aula il bilancio e la finanziaria

Alcuni aggiornamenti sintetici prima di iniziare la settimana dedicata alla legge finanziaria e al bilancio. 

Settimana importante perché si decidono le collocazioni delle risorse della nostra autonomia (4.550 milioni di euro), ma anche perché banco di prova sempre importante per la maggioranza, specie in questi tempi politicamente un po’ caldi.

1)      rapporti di coalizione: avete tutti certamente letto delle tensioni del PD con il presidente della giunta. Sono tensioni dovute unicamente al fatto che secondo noi, gruppo consiliare e partito, l’accordo siglato a Milano doveva avere un passaggio partecipativo e di coinvolgimento della maggioranza e del consiglio. Non è un “cercare il pelo nell’uovo” o un appassionarsi a formalismi: abbiamo più volte affermati che lo schema “uomo solo al comando” non ci appartiene. In questo frangente e con modalità singolari (declinate al singolare….) è stato modificato lo statuto, la nostra costituzione, il fondamento della nostra comunità autonoma. Ancor prima del merito, questo è evidentemente un passaggio che non potevamo che stigmatizzare, nonostante l’imbarazzo dei nostri assessori che si sono visti combattuti tra adesione e condivisione delle posizioni del partito, del gruppo consiliare da una parte, o della Giunta e del suo Presidente dall’altra.
2)      Il voto di Cles, con il ballottaggio di ieri, assegna (dati ufficiosi) la guida della città a Maria Pia Flaim: al PD e a due liste civiche. Il sindaco uscente appoggiato da UPT e Patt non ce la fa, per 11 voti. Anche se con poco margine, è la dimostrazione (spero confermata nei dati ufficiali) che lo schema Upt + Patt + Udc senza Pd non è sufficiente. Anzi: il Pd si conferma partito di traino e capace di proposta e di raccolta di consenso. Sono particolarmente contento perché tutta la campagna elettorale  di Cles è stata giocata dal Pd e dalla candidata sindaco Flaim sui temi della “politica partecipativa”. Belle facce, credibili, fresche, contenuti forti e coraggiosi. Una vittoria nei contenuti e nella proposta di metodo.
3)      L’Alleanza per l’Italia ha avuto il suo primo battesimo a Parma… e anche in aula alla Camera dei Deputati. Il voto di Rutelli e Tabacci allineato al centrodestra e contrario all’autorizzazione all’arresto per il sottosegretario Cosentino (accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa) non è un segnale chiaro e confortante, come non mi paiono lineari le dichiarazioni di apertura a Fini. Bene se l’Api rafforza il centrosinistra, ma deve farlo con convinzione e chiarezza. I primi segnali mi sembrano se non altro confusi.

Questi primi tre punti per dirvi come andiamo in aula…. veniamo allora adesso alla finanziaria. vi racconto brevemente gli emendamenti e gli ordini del giorno che ho depositato:

4)      emendamento 1: agli articoli riguardanti l’edilizia abitativa. Le delibere di Giunta devono prevedere il parere preventivo della commissione consiliare competente: se da un lato è comprensibile che non vi possa essere l’adozione preventiva della Corte dei Conti per la definizione di regolamenti attuativi in quanto comporta un allungamento dei tempi, ciò non deve andare a discapito del confronto e dell’azione di supporto e controllo da parte degli organi consiliari.
5)       emendamento 2: si prevede in finanziaria che l’installazione di nuovi impianti per il digitale terrestre non debbano acquisire il parere della commissione di valutazione dell’impatto paesaggistico. Io limito questa facoltà agli impianti già esistenti (se si tratta di applicare una centralina digitale sui tralicci dell’analogico), riaffermando così l’obbligo di valutazione paesaggistica per gli impianti nuovi.
6)      emendamento 3: attualmente le persone con invalidità civile, sordi e ciechi percepiscono una pensione di invalidità fino a 65 anni. Dopo questa età i ciechi continuano a percepire la pensione mentre a sordi ed invalidi civili la pensione viene negata. Premesso che il tema delle indennità e delle pensioni di invalidità è molto complesso e deve vedere da parte nostra uno sforzo per una profonda revisione, credo che nel frattempo sia opportuno assimilare nel trattamento le persone con invalidità sensoriale (sordi e ciechi). Anche ai sordi, con un reddito annuo personale inferiore a 11.000 euro, verrebbe confermata la pensione di invalidità di 255.13 euro anche oltre i 65 anni di età.

E ora una rapida sintesi degli ordini del giorno:

7)      ordine del giorno 1: progetti di reinserimento sociale e lavorativo per i carcerati. In vista del nuovo carcere di Spini di Gardolo sia previsto un progetto trattamentale, formativo e di formazione al lavoro che garantisca la declinazione pratica del principio costituzionale della rieducazione del detenuto (art.27 della Costituzione)
8)      ordine del giorno 2:  sistema bibliotecario trentino. In questi ultimi anni il sistema bibliotecario trentino ha sofferto molto: chiusura della biblioteca della camera di Commercio e del Consiglio Provinciale, stop per 8 mesi della biblioteca del Mart, stop degli acquisti da 5 anni della biblioteca dell’IRSRS. Il programma informatico adottato dalla rete trentina ci esclude dal sistema nazionale ed internazionale. Dobbiamo reinvestire spingendo sulla digitalizzazione e la messa in rete di documenti e testi rilanciando il settore.
9)      ordine del giorno 3: ticket sanitario familiare. Nella relazione alla finanziaria e nel libro bianco sulla famiglia si parla di azzeramento delle tariffe dal terzo figlio in poi: io credo che il beneficio vada “spalmato” sui numeri di figli invece che attribuito ad alcuni figli ed altri no. Non può essere che i primi due figli per accedere alle cure debbano pagare il ticket sanitario pieno mentre il terzo (magari anche il più solido e di robusta costituzione) abbia servizi gratuiti. Propongo l’introduzione del ticket familiare: il primo figlio (entro i 36.151.98 euro di reddito) paga il 100% del ticket sanitario, con la nascita del secondo ogni figlio paga il 50%, con la nascita del terzo il 33%, e così via.
10)   ordine del giorno 4: contratto per gli archeologi. La Provincia, tramite la Soprintendenza per i Beni Archeologici, affida lavori di ricerca e recupero, per importi inferiori ai 50.000 euro, in maniera diretta e senza “gara”. Le ditte a cui vengono affidati i lavori non sempre applicano agli archeologi contratti che tutelano il lavoro esterno, in cantiere. Spesso viene applicato il contratto degli studi professionali. Si chiede che la Provincia nell’affidare gli appalti verifichi che le ditte applichino agli archeologi contratti che garantiscano tutele e condizioni coerenti con le mansioni svolte.


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