Pubblicato da: mattiacivico | 6 febbraio 2011

Lettera a Michele Curto, candidato alle primarie di Torino

Caro Michele,
ho saputo che partecipi alle primarie del centrosinistra per l’individuazione del candidato sindaco di Torino.

Le primarie sono una straordinaria occasione, perché sono il momento in cui la nostra coalizione, che vuole governare insieme, affida agli elettori la scelta del candidato: non uno scontro interno ai partiti, per mostrare i muscoli e pesare ognuno la propria forza. Neppure uno scontro tra correnti dello stesso partito.

Anzi: in termini ideali mi parrebbe sano pensare che le primarie sono un momento in cui semplicemente i partiti ascoltano la propria comunità e accolgono l’indicazione che esce dalle urne.

La comunità ha una sua intelligenza collettiva, ha un cuore condiviso, che conosce i propri sogni e i propri desideri. Se non si alimenta la violenza e si ascolta, lo si può sentire.

Il futuro di Torino non riguarda solo i torinesi, perché a Torino c’é un pezzo del futuro di tutti e si gioca una grande occasione per alimentare e dare corpo alla speranza di molti.

A Torino, come a Trento e in tutto il Paese, si sente l’urgenza di uscire dal torpore, aprire gli occhi e scegliere di amare con più radicalità e meno tatticismi la politica e la nostra Comunità.

Dobbiamo coltivare la capacità di leggere le nostre singole realtà in un quadro più ampio, nel quale è più evidente la reale posta in gioco.

Quello che oggi doverosamente dobbiamo domandarci è quale modello di convivenza abbiamo in mente, quale qualità delle relazioni tra le persone vogliamo promuovere, quale prospettiva di futuro vogliamo consegnare a noi e alle prossime generazioni.

Dobbiamo di conseguenza chiederci con severità quale modello sociale stiamo realmente concorrendo ad affermare e se non sia davvero urgente collocare con maggiore coerenza le nostre azioni e le nostre parole nella direzione che abbiamo nella testa e nel cuore.

Lo dobbiamo fare perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessun altro. Se non lo faccio io, se non lo fai tu, non lo farà nessun altro.

Non è certamente questo il tempo dei compromessi e delle strategie, ma è l’ora di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”.

Questo nostro Paese ha bisogno di generosità, dedizione, coraggio. Di ritrovare fiducia nelle sue migliori energie.

Per questo servono persone credibili, capaci di costruire un progetto condiviso, a cui consegnare la propria capacità di alleanza e di cooperazione: persone in grado di rappresentare con la propria storia questa necessaria generosità.

Caro Michele: ti conosco come presidente di Terradelfuoco. Ti ho seguito a Cracovia sul “Treno della memoria”, apprezzo il lavoro che insieme a tanti altri stai facendo nell’ambito dell’affermazione dei diritti e della dignità di chi oggi, in mille modi diversi, vive ai margini e non può prendere parte pienamente.

La tua disponibilità a candidarti per Torino alle primarie del centrosinistra, è un invito ad impegnarsi di più, a fare di più, per la propria terra e la propria comunità; rafforza la speranza che la politica riacquisti presto il sapore delle cose buone e genuine.

Spero che da Torino possa venire un segnale che non sia di sconfitta per nessuno, ma di vittoria per tutti: l’indicazione che questo Paese si tiene unito e si rafforza intorno ad una comunità aperta, inclusiva, spazio per affermare uguali diritti e uguali doveri per tutti.

A Torino, a Trento, nel nostro Paese.

Un abbraccio!

Mattia Civico, consigliere regionale del Partito democratico del Trentino Alto Adige-Südtirol


Responses

  1. Non conosco Michele Curto, ma pensando a cosa ieri significava Torino per molti lavoratori e per l’Italia e cosa sta vivendo in questi ultimi tempi (addirittura ultime ore) bisogna avere coraggio, cuore, ma anche una sana incoscienza per pensare di diventarne sindaco. In bocca al lupo e attenzione, questo è davvero in lupo con denti aguzzi!

  2. da http://www.michelecurto.net

    Giovane.
    Michele Curto nasce a Torino il 28 Aprile 1980, da una famiglia di emigrati dalla Campania. Il papà, Andrea, è un pensionato delle Acciaierie Teksid, la mamma, Olimpi, lavora alle Poste

    Concreto.
    Fonda l’associazione Terra del Fuoco, nata il 6 febbraio del 2001 di cui è stato il presidente quasi 10 anni. Fa nascere il Treno della Memoria, un percorso educativo che ad oggi ha permesso a oltre 12.000 giovani di tutta Italia di visitare i
    campi di Auschwitz e Birkenau riflettendo sul ruolo che ciascuno di
    noi deve avere, con la propria cittadinanza vissuta in maniera attiva
    e responsabile.

    Capace.
    Dall’estate del 2007 è referente dell’area Europea di Libera, l’associazione italiana contro le mafie, e nel 2008, insieme al presidente di Libera Don Luigi Ciotti, fonda la prima rete Europea impegnata nella lotta al crimine organizzato e alla corruzione, presente in 30 paesi, rete di cui oggi è Presidente.

    Coraggioso.
    Per 3 anni, dal 2004 è giovanissimo assessore, indipendente, presso il Comune di Borgaro Torinese dove risiedeva. Nel 2007 di fronte a quello che lui considerava un caso di scorretto rapporto fra amministrazione pubblica e interesse privato, fà un passo indietro e rinuncia all’assessorato.

    Credibile.
    Da 2 anni vive come coabitante nella comunità per stranieri e rom il Dado di Settimo. Perché convinto che prima di chiedere sacrifici ai cittadini, bisogna essere disponibili a farli in prima persona, e perchè le persone si incontrano e ci si vive insieme.

  3. Colpita! Probabilmente sono una delle rare persone che non lo conoscono. Grazie delle informazioni

  4. Edda… se conosci Torinesi, passaparola…. ciao!

  5. Sono felice di aver conosciuto Michele tramite te! E di poter riflettere su queste benedette primarie … magari fossero un momento per “ascoltare” il cuore di una comunità. Speriamo che le comunità non si stanchino di parlare. CIAO!

  6. Caro Mattia, volentieri proporrò agli amici torinesi di sostenere Michele Curto. Ma ne approfitto per condividere una riflessione: ci sono concrete possibilità per un giovane motivato di superare gli ostacoli che i partiti continuano a porre?
    Con crescente amarezza credo sempre meno nel PD nazionale, e speravo che, almeno in questa occasione, non fossero riproposti i soliti vecchi leader.


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