Pubblicato da: mattiacivico | 15 dicembre 2011

Ordine del giorno per il rilancio dell’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale

E’ stato approvato il mio ordine del giorno per il rilancio dell’IRSRS (all’unanimità, con una astensione). Ecco il testo

Si accompagna ad un emendamento in finanziaria che fissa per legge nel 31 agosto dell’anno prossimo la data entro la quale ridefinire l’assetto e rilanciare il progetto.

L’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale ha certamente alle spalleuna storia gloriosa ed importante e costituisce un importante tassello dellastoria del nostro Welfare: nel dopoguerra ha formato assistenti sociali, poieducatori professionali ed è stato un punto di riferimento importante pertutti gli operatori sociali, in termini di formazione ed aggiornamento.

Accade però che da molti anni, almeno sei, dopo la chiusura della scuola pereducatori (profilo passato a formazione universitaria) l’Istituto versipurtroppo in una situazione di sostanziale congelamento: molto attiva su alcunispecifici e limitati fronti (come l’Università della terza età e tempodisponibile o la formazione delle assistenti all’infanzia e degli operatorisocio-sanitari), presente su alcune azioni di ricerca finanziate ad hoc, difatto sembra però aver complessivamente perso la propria mission e la propriaidentità.

Non pare essere stata in grado di reinterpretare in maniera convincente edincisiva il proprio ruolo nel contesto attuale.

Il giudizio anche severo certamente si fonda anche su una profonda amarezzanell’aver constatato la sostanziale assenza dell’Istituto sulle grandiquestioni che stanno interrogando il Welfare trentino: a fronte di un quadronormativo provinciale profondamento innovato (riforma del welfare nel 2007,attribuzione alle comunità di competenze socio assistenziali, integrazionesocio sanitaria, legge politiche familiari….) servirebbe davvero un Istitutocapace di elaborazione di pensiero e di ricerca sociale, a supporto dellecomunità e degli enti locali, della stessa provincia.

Dovrebbe essere l’Istituto il luogo per il rilancio del sociale, di un pattorinnovato tra terzo settore e politiche sociali, supportando le Comunità nellapredisposizione ed attuazione dei piani sociali di comunità, la ricercasociale, la valutazione del lavoro sociale, il dialogo con il sanitarionell’ottica dell’integrazione, la formazione continua degli operatori. Lavalutazione dell’efficacia dell’intervento sociale.

Potrebbe essere l’Istituto un punto di riferimento a livello extra-provincialesulla metodologia dello sviluppo di comunità, attirando in Trentino competenzee saperi, costruendo i presupposti per un comitato scientifico autorevole.

Penso anche al destino della biblioteca e del centro di documentazione: un puntodi riferimento negli anni sempre più specializzatosi nel settore delle scienzesociali ed in particolare nel campo della patologia sociale e dei servizisociali. Questa biblioteca rappresentava, non solo a livello regionale, una preziosafonte di aggiornamento per gli operatori del settore, gli studentiuniversitari, i ricercatori e tutte quelle persone interessate alle cause, allanatura, all’estensione e agli effetti dei problemi e dei bisogni sociali. Dasette anni non acquista più un libro e questo per una biblioteca significa difatto il suo svuotamento. E’ stato disperso un patrimonio difficilmenterecuperabile.

Nel 2005 in finanziaria si era definita la necessità di trasformarel’Istituto in Fondazione don de Marchi: da allora nulla è successo. In questobilancio confermiamo anche per l’anno prossimo lo stanziamento di 800.000 euroa questo Istituto: un investimento importante che si giustifica solo con unchiaro progetto di rilancio.

Con un emendamento all’articolo 13 si è voluto proporre una scadenza entrola quale Provincia e Istituto condividono l’opportunità di costituire lasuddetta Fondazione.

Per quanto premesso si impegna la giunta

Ad elaborare e presentare alla commissione consiliare competente entro finegiugno 2012 un piano di rilancio e riorganizzazione delle funzioni dell’IstitutoRegionale di Studi e Ricerca Sociale nella direzione della costituzione dellaFondazione don Demarchi o affidando le funzioni ad altro soggettoopportunamente individuato. Il piano esplicita funzioni e compiti che siintendono confermare e rilanciare e fornisce il quadro relativo al personaleattualmente in organico all’Istituto.

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