Pubblicato da: mattiacivico | 5 maggio 2014

La mia lettera di dimissioni da capogruppo

mattia oetzitalCari colleghi,

O la politica fa uno scatto in avanti, in termini di dignità e di assunzione di responsabilità, o la politica non é più.

Lo scandalo derivante dall’attualizzazione e liquidazione dei vitalizi, con cifre individuali impressionanti, dev’essere superato al più presto, dal punto di vista normativo, ma ancor più dal punto di vista politico.

Quello che é successo interroga innanzitutto la coscienza individuale e sono grato a chi pur manifestando profondo disagio, non ha mai messo in discussione la mia buona fede. Il mio pur breve percorso politico racconta in maniera chiara le motivazioni e le mie “passioni”.

Quello che é successo evidentemente sta interrogando anche il piano della giustizia, ed é sempre utile che in uno stato di diritto vi siano tutti gli accertamenti per stabilire eventuali responsabilità, a tutela degli interessi della collettività.

Ma quello che é successo necessita innanzitutto di una risposta politica, perché senza credibilità e senza responsabilità la politica non é più in grado di operare e di agire per il bene comune.

Lo scandalo delle liquidazioni d’oro non credo sia attribuibile ad un mero errore di calcolo tecnico. Non penso che se fossero stati adottati criteri differenti saremmo ora in una situazione molto diversa. Penso che lo scandalo abbia origine nella scelta stessa di attualizzare, ovvero di riconoscere per legge i vitalizi come diritti acquisiti.

La soluzione normativa oggi può anche essere la revisione dei criteri tecnici, quale strumento per recuperare quante più risorse possibili, ma sul piano politico dobbiamo credo avere il coraggio di dire apertamente che l’articolo 10 della legge 6 del 2012 ha nella sostanza confermato l’ingiustizia sociale e politica rappresentata dai vitalizi.

Insieme agli altri colleghi consiglieri regionali, quella legge l’ho votata. Con la convinzione di limitare, ridurre, risparmiare. In buona fede. Ma sul piano politico quella scelta non é difendibile. E su questo piano credo sia urgente una assunzione di responsabilità collettiva. Non a parole, ma con gesti concreti. Innanzitutto approvando una riforma in grado di ristabilire equità, celermente e con efficacia. Restituendo inoltre tutto ciò che supera la parte contributiva effettivamente versata, come proposto dal circolo del PD di San Giuseppe.

Vi ringrazio per la fiducia che mi avete riconfermato settimana scorsa, quando a mezzo stampa si ipotizzava un passo indietro dal mio ruolo di capogruppo. L’ho davvero apprezzato sul piano personale innanzitutto. Quando la fiducia e la stima arriva dalle persone che meglio ti conoscono, non può che far piacere. Ma sento il dovere di compiere un gesto concreto di assunzione di responsabilità politica, per il rispetto che ho dei luoghi, dei ruoli, delle persone. Della politica appunto.

So di non essere l’unico a confrontarmi con questo tema: la cosa può riguardare tutti coloro che condivisero la scelta delle attualizzazioni. Ognuno penserà a modi per aprire spazi di confronto e di rilancio della politica. Ma farlo é necessario. Non penso di dover dire ad altri colleghi che come me hanno votato la legge 6 del 2012 quello che dovrebbero fare. Ognuno ci penserà, non é questo che a me oggi importa.

La politica, per essere atto collettivo, ha bisogno di gesti individuali.

Nella volontà di continuare il mio impegno con determinazione e libertà, sono dunque a rassegnare le mie dimissioni dai ruoli i capogruppo regionale e provinciale.

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