Pubblicato da: mattiacivico | 3 luglio 2015

Alex Langer: ricordare oltre la retorica, proseguendo il suo camminno

langerOggi, vent’anni fa, moriva Alexander Langer. Ero nella cucina padovana della sede dei “Beati i costruttori di Pace”. C’era traffico di zaini e di persone. Quel giorno, ci si muoveva verso Sarajevo. L’accordo di Dayton e il congelamento del conflitto sarebbero arrivati otto mesi dopo.

La frenesia dei preparativi si fermò di colpo. Prevalse il dolore muto per la perdita inattesa. Guardavamo a lui con certezza. Mi ricordo il silenzio, e poi, la lenta ripartenza. Le sue ultime parole, scritte su un piccolo foglio, raggiunsero il gruppo a Sarajevo: “Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto”.

Nato nel Sudtirolo del dopoguerra, Langer aveva vissuto la tensione interetnica e la separazione tra gruppi linguistici. Lui, bilingue, costruttore di ponti tra le parti, era decaduto da candidato sindaco di Bolzano perché si era rifiutato di dichiarare la propria appartenenza ad un gruppo linguistico. Attento alle “ragioni dell’altro”, dedicò la sua esistenza alla risoluzione nonviolenta dei conflitti, al dialogo interetnico, alla pace. Consigliere regionale (eletto nel 1978), Fondatore dei Verdi italiani ed europei, da Europarlamentare (1989) si era impegnato per fare dell’Europa uno spazio d’affermazione dei diritti umani.

Lo scoppio del conflitto jugoslavo fu per lui il fallimento non solo di una intera comunità, ma della sua stessa esistenza, politica ed umana. L’impotenza, ma soprattutto l’ignavia dell’Europa e la violenza estrema vista nei Balcani, crocevia secolare di culture e religioni, furono insostenibili. “L’Europa nasce o muore a Sarajevo”.

Aveva un sogno e lo affidò alle gambe di qualcun altro quando le sue si fecero fragili.

Il mese scorso è stato depositato in Parlamento una proposta legislativa di iniziativa popolare (Un’altra difesa è possibile)volta a riconoscere la presenza e l’intervento civile disarmato in contesti di conflitto. A marzo di quest’anno ho depositato in Consiglio Provinciale la proposta per sostenere i molti volontari trentini che lavorano per la pace e la difesa popolare nonviolenta, proponendo d’istituire a livello provinciale un elenco dei “Corpi Civili di Pace”. (qui il testo e l’illustrazione)

Questa nostra terra ha fatto crescere un uomo di pace. Sostenere chi oggi sta dando seguito al suo sogno non è solo una strada per ricordarlo, ma un modo per cercare di sentire più sicuro il proprio passo, nonostante le gambe fragili.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: