Pubblicato da: mattiacivico | 6 settembre 2017

Un altro suicidio. Oltre i muri e oltre la custodia. Umanità e dignità.

Un altro suicidio in carcere. É sempre una sconfitta. Ogni suicidio lo é. Una sconfitta personale ma anche della comunità. Non siamo riusciti ad evitarlo e non siamo stati capaci di dare evidentemente una prospettiva, a ricostruire un senso. I suicidi in carcere non si contrastano solo con maggiore personale. É troppo semplice come risposta. Si evitano i suicidi con più umanità e più dignità. Il sotto organico é un problema ma non é la causa della disperazione che evidentemente c’é. Dobbiamo riflettere profondamente sulla capacità delle nostre istituzioni di favorire un cambiamento in chi é ristretto: il carcere é una nostra istituzione e la popolazione carceraria (detenuti e detenenti) sono una parte della nostra comunità. I detenuti sono persone a cui va data una prospettiva alternativa e il cui corpo é custodito dallo Stato. Assumersi delle responsabilità in questo caso vuol dire stare ancora più accanto. Oltre la custodia, oltre i muri. Per essere più forti della disperazione e del vuoto di senso.


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