Pubblicato da: mattiacivico | 11 ottobre 2018

verso il 21 ottobre – di Mattia Civico e Donata Borgonovo Re

21 ottobre immagineIl 21 ottobre si avvicina e dunque fra poco sceglieremo con il voto chi governerà la nostra Autonomia per i prossimi cinque anni.

Con il nostro voto indicheremo una coalizione, un partito e due preferenze (diverse per genere). La nostra scelta sarà questa: Giorgio Tonini, Partito Democratico, Sara Ferrari. Una seconda preferenza maschile la riserveremo a qualcuno dei più giovani, nella speranza che un pezzo di futuro lo si possa costruire insieme a loro.

A questa conclusione siamo giunti seguendo un ragionamento che se avete pazienza volentieri condividiamo.

Il rischio che la mano passi al centro destra a traino leghista è reale più che mai. Questo in forza di una tendenza nazionale, europea ed internazionale. Ma non solo. Se oggi il centrosinistra-autonomista non esiste più e si presenta frammentato all’appuntamento elettorale è per un motivo molto semplice: questi ultimi anni sono stati anni di buona amministrazione, ma di debolezza politica. La coalizione e i partiti al loro interno hanno passato i giorni a farsi le scarpe invece che a rafforzare i luoghi della condivisione e della costruzione comune. Come se (scuserete la metafora bellica) la sera prima della battaglia i commilitoni si facessero fuori a vicenda. Se siamo deboli è anche perché ci siamo indeboliti. Alcuni rapidi esempi: gli incontri di maggioranza politica e consiliare convocati in questa legislatura si contano sulle dita di una mano, gli avvicendamenti in giunta sono stati a dir poco “politicamente scorretti” sotto ogni profilo, le norme approvate in Consiglio e non attuate dalla Giunta sono molteplici: solo per fare alcuni esempi citiamo la norma sulle eccedenze alimentari (settembre 2017 senza regolamento), sull’assistenza psicologica e psicoterapica (maggio 2016 senza regolamento). Ma l’elenco potrebbe essere ancora più lungo. La condivisione in merito al percorso di individuazione delle nomine semplicemente solipsistico (nel senso di orientato all’affermazione personale). Dopo il 4 dicembre 2017 (sconfitta referendaria) e dopo il 4 marzo 2018 (sconfitta elezioni nazionali) nessuna seria analisi sul profondo disagio che abita nel nostro elettorato e nella nostra comunità. Umiliazione delle proposte di iniziativa popolare.

Non ci dilunghiamo per amor di patria: solo per accennare al fatto che se oggi siamo in questa situazione non è solo per meriti altrui o per condizioni politiche extraprovinciali. Costa un po’ dirlo, ma va detto. Questo spiega a nostro parere il fatto che l’attuale centrosinistra autonomista si presenti diviso e di fatto non esista più. Una grave responsabilità.

Il quadro politico è dunque piuttosto misero complessivamente e lo si evince ancor più chiaramente dall’assenza di programmi degni di questo nome. Invitiamo a leggervi i programmi degli 11 candidati presidenti e, salvo alcune eccezioni, converrete che si ha l’impressione di leggere dichiarazioni di intenti vaghe e contradditorie. Questo si spiega con il fatto che prima della scadenza del deposito delle candidature ogni energia è stata spesa nell’affermazione dei singoli e non nella costruzione dei programmi. Come spesso si dice ha prevalso dappertutto l’IO sul NOI.

Neppure il centrodestra è messo meglio: volano gli stracci, si parlano per carta bollate, si accusano di voto di scambio, le liste sono state fatte sulla base di veti incrociati. I programmi sono ridotti a slogan: chiudiamo qui, chiudiamo là…. come se per esempio chiudere il Cinformi fosse fare un favore ai Trentini. Come se aumentare l’incertezza aumentasse la sicurezza. Una visione per nulla condivisibile.

Tant’è.

Spenderemo ogni energia disponibile da qui al 21 ottobre per evitare la vittoria del centro destra leghista. Perché ci spaventa l’uso strumentale che viene fatto delle insicurezze e delle paure delle persone, perché riteniamo che governare sia assumersi una responsabilità verso tutti e non solo per quelli che hanno il dna simile al proprio, perché pensiamo che la politica abbia una importante funzione di promozione della cittadinanza, nelle sue componenti più costruttive e solidaristiche. Ricordiamo cosa diceva Nelson Mandela ai suoi che lo contestavano di fronte all’idea di includere neri e bianchi nella squadra di rugby nazionale: “You say I’m a leader: let me lead you!” – Voi dite che sono il vostro leader: lasciatemi guidarvi! Si: la politica deve guidare, indicare una direzione e convincere la propria comunità ad incamminarsi verso quei traguardi. Non è seguire la pancia, ma alimentare il cuore, l’intelligenza, la visione del futuro. Non è sguardo indietro, ma in avanti.

Quindi senza alcun dubbio voteremo Giorgio Tonini, in quanto persona preparata dal punto di vista amministrativo e politico, certamente in grado di una visione lunga, e – speriamo – di rigenerare il centro sinistra recuperando tutte quelle energie che si sono disperse e umiliate in questi anni. Riteniamo che la coalizione che lo sostiene sia l’unica in grado di contendere la guida della Provincia a Fughini (Fugatti o Salvini?).

Una coalizione per i nostri gusti un po’ striminzita: avremmo desiderato (e fino all’ultimo giorno ci abbiamo provato) una coalizione più ampia e larga: con i civici e con il PATT, ma certamente anche con chi oggi si colloca alla nostra sinistra.

Antonella Valer purtroppo si è collocata al di fuori della coalizione in cui ci riconosciamo. Apprezziamo e condividiamo molte sue posizioni ed è evidente che alcune sue battaglie sono state e sono le nostre, ma il rischio che la sua collocazione finisca per avvantaggiare la Lega di Fugatti ci pare evidente.

Non voteremo neppure Ugo Rossi pur vedendo nella sua lista persone che conosciamo bene (come Maurizio Cadonna) e che abbiamo imparato a conoscere e con cui ci siamo confrontati molto (come Walter Viola).

All’interno della coalizione che sostiene Giorgio Tonini vi sono molte candidate e candidati di valore: c’è davvero per noi l’imbarazzo della scelta.

La novità di Futura, seppur contenga qualche spruzzata eccessivamente retrò per i nostri gusti (non ce ne vogliano: i gusti son gusti….), candida alcune persone che stimiamo e conosciamo: Paolo Ghezzi a cui va tutta la nostra stima per essersi buttato in questo complesso scenario e di aver messo a disposizione la sua persona in un ruolo tutt’altro che semplice. E che immaginiamo abbia anche i suoi costi personali. Piergiorgio Cattani, amico di vecchia data e tra molto altro anche direttore responsabile della rivista “Demo”, Andrea Bortolotti, appassionato insegnante delle scuole professionali con cui abbiamo condiviso molti sogni sull’inclusione scolastica e sulla scuola di seconda opportunità. Ma anche Chiara Serbini, Paolo Zanella, Antonia Banal, Simonetta Bungaro.

La lista del PD vede la presenza di cinque uscenti e una nutrita pattuglia di giovani. In questi mesi abbiamo potuto conoscere la competenza e l’entusiasmo di Luca Filosi, di Arianna Miorandi, di Alessandro Fedrigotti, di Elisa Viliotti, di Silvia Franceschini. Conosciamo e stimiamo la coerenza e l’impegno di Giacomo Pasquazzo, la competenza e l’equilibrio di Mariagrazia Zorzi e Lorenzo Modanese. Condividiamo valori e passioni con Paolo Cova e abbiamo sentimenti di amicizia e stima per Stefano Bosetti e Lucia Gatti. Pensiamo che tutte queste persone siano il presente e il futuro del PD, almeno come ce lo immaginiamo e come spesso lo avremmo desiderato.

Tra gli uscenti non abbiamo dubbi: scegliamo di sostenere la collega meno conflittuale, più coraggiosa nello scegliere il cambiamento e più aperta al confronto e al dialogo. Perché pensiamo che troppo spesso al nostro interno siano prevalse ambizioni personali, che vi sia stata da parte di molti una sostanziale indisponibilità al lavoro comune, che vi sia stato in alcuni casi un esercizio del potere nelle forme e nei modi che personalmente non condividiamo. Abbiamo molto apprezzato quindi la capacità di ascolto, di “tenere insieme”, la sostanziale a-conflittualità di Sara Ferrari. Sulle sue competenze si è mossa a nostro avviso complessivamente bene, in un quadro tutt’altro che semplice, molto spesso lasciata sola a subire i bullismi dei potenti di turno.

Il 21 ottobre con il nostro voto indicheremo una coalizione, un partito e due preferenze (diverse per genere). La nostra scelta dunque sarà questa: Giorgio Tonini, Partito Democratico, Sara Ferrari. Una seconda preferenza maschile la riserveremo a qualcuno dei più giovani nella speranza di poter costruire con loro una politica migliore, energicamente aperta ad un futuro da costruire insieme.

Se ci avete letto fin qui vi ringraziamo: comunque la pensiate, buon voto con la testa, il cuore rivolti al futuro della nostra Comunità.

Mattia Civico – Donata Borgonovo Re

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