Il Trentino che vorrei

PER UN TRENTINO PIÙ DEMOCRATICO, PIÙ LIBERO, PIÙ GIUSTO,
PIÙ SANO, PIÙ SOLIDALE E PIÙ IMPEGNATO A PROMUOVERE LA PACE

Il mio impegno in politica si basa su una profonda convinzione che bene è espressa dal motto “Umuntu ngumuntu ngabantu – ogni persona è persona attraverso altre persone”. Il compito della politica è quello di preparare luoghi di incontro, di benessere e di pace, nei quali le persone possano incontrarsi e arricchirsi reciprocamente.

Mi appassiona quindi la possibilità di rafforzare la comunità, “scovando” le risorse e le competenze nascoste, promuovendo i saperi che ogni persona apprende nel corso della propria esistenza, al di là degli studi o dei titoli.

Credo profondamente al valore dell’esperienza e della competenza, della relazione e della creatività.

Per questo vorrei un Trentino più democratico, più libero, più giusto, più sano, più solidale e più impegnato nel promuovere la pace.

Per un Trentino Democratico, davvero

Il rapporto sullo stato della democrazia in Trentino, redatto a fine maggio 2008 da un gruppo di politologi, mette in evidenza in maniera severa alcuni luoghi di “sofferenza della democrazia”:

L’ascolto dei gruppi di società civile è confinato alle istanze – di portata modesta – previste dalle procedure formali, mentre il confronto informale e dialogico è sistematicamente bandito. Si tratta di un deficit di confronto comune a tutte le amministrazioni italiane che ignora i mutamenti avvenuti su questo terreno in altri paesi europei e che spesso tende ad esacerbare i conflitti o a far prevalere una parte sull’altra e ad accrescere il senso di impotenza dei gruppi sconfitti.

(…) Sul piano dell’inclusione nei processi decisionali, la qualità della democrazia potrebbe facilmente migliorare, qualora esistesse una specifica volontà politica in questa direzione.”

La novità del Partito Democratico è il suo desiderio di essere un partito in cui i veri protagonisti sono i cittadini. Non gli apparati, non i politici di professione, ma gli elettori, ossia le donne e gli uomini in carne ed ossa che scelgono di sostenerlo perché ne condividono gli ideali, i programmi politici, le regole e lo stile del far politica.

E quindi vorrei che:

  • i cittadini siano veramente i soggetti titolari del potere di indirizzo delle scelte di governo per Trentino, abbandonando forme di distanza e paura al confronto e alla “contaminazione”. Costruire una comunità che sappia dibattere in maniera aperta;
  • la politica sappia aprirsi maggiormente alle capacità, alle esperienze, alle energie e alla generosità dei cittadini: prima di elaborare una proposta politica in uno specifico settore (dalla sanità alla scuola, dall’urbanistica ai servizi sociali) si consultino le competenze professionali presenti e i reali portatori di bisogni;
  • vi sia un reale rinnovamento della vita politica trentina anche attraverso un ricambio forte e significativo della sua classe dirigente. Senza disprezzare quanti hanno dato con generosità il loro contributo fino ad oggi, ma nella consapevolezza che le nuove generazioni devono essere rese protagoniste di questa nuova stagione politica, lasciando che loro assumano in prima persona importanti e significative responsabilità;
  • sia affermato uno stile di fare politica improntato alla serietà e alla sobrietà, al gusto per l’approfondimento e la discussione dei problemi rispetto alla spettacolarizzazione. Per questo molte energie dovranno essere indirizzate alla creazione di luoghi di formazione dei giovani e di discussioni tra i cittadini;
  • si rimetta al centro della vita sociale il “lavoro” in tutte le sue componenti: la “fatica” di ogni giorno, la creatività, la ricchezza che esso produce per sé e per altri, la forza di integrazione sociale che da esso scaturisce. Non c’é democrazia se la politica non ha rispetto per il lavoro umano. Così hanno voluto i padri costituenti quando hanno pensato ad una repubblica “fondata sul lavoro”. Non sulla rendita, non sul vivere alle spalle degli altri, non sullo sfruttamento, ma sulla fatica di umanizzare il mondo con le proprie mani, assieme e per gli altri.

Per un Trentino libero e giusto

  • si ritrovi insieme il “gusto della libertà”, riabilitando l’iniziativa personale, la creatività, il senso di indipendenza: la crescita della società passa liberando e sostenendo le energie dei singoli e delle associazioni. Libertà di fare, ma anche libertà dalle paure per le donne, per i bambini e per gli anziani che avvertono una crescente insicurezza. Libertà per le persone di ogni razza e orientamento culturale e religioso di essere ciò che sono senza dover temere discriminazioni o emarginazioni;
  • si costruiscano condizioni di effettiva uguaglianza di possibilità per tutti i cittadini, ovunque essi abitino sul territorio, nelle città come in montagna. Le risorse pubbliche, che sono le risorse che derivano dal lavoro dei cittadini stessi, devono essere utilizzate con criteri di rigorosa equità, con chiara definizione delle priorità. È inammissibile che il frutto del lavoro dei cittadini possa venir gestito senza attenzione primaria ai loro bisogni fondamentali e debba essere invece utilizzato per sostenere inutili e costosi apparati o spese di secondaria importanza. Questa politica di uguali possibilità deve riguardare in particolare le categorie che ancora subiscono discriminazioni, come le donne, i giovani e le fasce più deboli.

Per un Trentino solidale, sano e promotore di pace

  • siano consolidati i legami di solidarietà che caratterizzano la storia della nostra terra e al tempo stesso ci si impegni per crearne di nuovi al nostro interno e verso il mondo. Dobbiamo recuperare un senso profondo e rigoroso del rispetto delle regole ed educare noi stessi e gli altri a farlo, ma al tempo stesso dobbiamo rispettare graniticamente i diritti umani di ogni persona, perché ogni persona è un essere irripetibile e nessun potere può trattarla o ridurla a semplice cosa; vorrei impegnarmi affinché fosse maggiormente riconosciuto il ruolo degli operatori sociali nello sforzo competente di favorire processi di integrazione ed emancipazione.
  • la vita umana possa mantenere anche in futuro il sapore delle cose buone. È inaccettabile e ingiusto che i nostri figli non possano godere dello stesso sapore del cibo, della stessa qualità della nostra acqua e dell’aria, degli stessi paesaggi di montagna o di lago di cui noi e i nostri padri abbiamo goduto. La democrazia non si può non estendere anche ai diritti delle nuove generazioni; Quindi: riduzione dei rifiuti ad iniziare dagli imballaggi, promozione capillare del sistema di raccolta “porta a porta”; promozione della mobilità a basso impatto ambientale; sviluppo in Trentino del sistema basato sul turismo responsabile e sostenibile; promozione di progetti di educazione ambientale nelle scuole.
  • si promuova una convivenza pacifica nella nostra terra e fuori di essa. La pace è davvero un bene grande. È la condizione in cui tutti gli altri beni possono essere goduti. Senza pace la vita umana deperisce. Di fronte alle tensioni che attraversano le nostre società, questo valore non può essere posto in secondo piano e la politica ha il dovere primario di contribuire con tutte le energie a costruire condizioni di vita pacifica e ordinata per tutti. Mi piacerebbe che il Trentino sostenesse i “Corpi Civili di Pace” aprendo a chi lo desidera la possibilità concreta di dedicare parte della propria vita alla costruzione della Pace in territori di conflitto.

Le sfide della democrazia sono sfide che riguardano tutti i partiti e non solo il Partito Democratico, ma noi crediamo che al Partito Democratico spetti, per il nome che porta, un obbligo particolare di dedicare ogni sua energia alla realizzazione di una democrazia più autentica.

Questa meta mi sembra degna di essere perseguita e su questa strada sono certo di poter incontrare le passioni e i desideri, le competenze e le generosità di tante cittadine e cittadini, per un comune percorso di impegno a rendere il Trentino più democratico, più libero, più giusto, più sano, più solidale e più impegnato a promuovere la pace.

Il bilancio sociale della campagna elettorale

Responses

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